Cadere in piedi come un gatto

Il modo di dire “Cascare in piedi come un gatto”, che sta a indicare la capacità di sapersela cavare in ogni situazione, trae origine dalle doti atletiche del gatto, che è un vero e proprio ginnasta: può saltare fino a 2 metri e mezzo, e cioè cinque volte la sua altezza!

La natura l’ha, infatti, dotato di un sofisticato sistema di atterraggio che gli consente di sopravvivere a cadute anche di dieci metri senza riportare alcun danno fisico. La struttura del gatto è “progettata” proprio per questo tipo di prestazioni. La sua colonna vertebrale è estremamente elastica e le vertebre sono collegate le une alle altre in modo piuttosto libero così che possano assorbire l’urto con il terreno (curiosità: un gatto ha 244 ossa mentre l’uomo ne ha 198!).

Inoltre, sotto le zampe è dotato di morbidi cuscinetti carnosi che, al termine di una caduta, funzionano come quattro piccoli airbag. Quando il micio sta cadendo, sistema le zampe di fronte a lui, arcua la schiena per assorbire meglio l’urto e proteggere gli organi interni, e tiene la coda diritta per controbilanciare il movimento. Questa è la posizione migliore per atterrare, e il gatto la assume istintivamente in pochissimi istanti. Anche se, infatti, perde la presa durante un’arrampicata e inizia la caduta di schiena, nel giro di qualche frazione di secondo si gira su se stesso per avere le zampe sotto il corpo, con un movimento rapidissimo, nel quale la coda diventa una sorta di “timone”!

Curiosi e audaci, può capitare che scivolino da balconi o finestre; purtroppo, la loro abilità non sempre è sufficiente a evitare impatti troppo forti e conseguenti traumi (fratture alle ossa, ecc.).

Attenzione soprattutto ai cuccioli: se cadono da un balcone o da una finestra, è difficile che riescano a sopravvivere.

I movimenti della coda del gatto

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I gatti sono imperscrutabili, ma il linguaggio del corpo, e in particolare la posizione della coda, può aiutarci a decifrare qualcuno dei loro misteri, facendo luce su stati d’animo, richieste ed emozioni dei nostri amici.

Curiosità: è meglio non toccare la coda del gatto; il micio, infatti, non ama particolarmente tale tipo di attenzione, come non ama in genere, farsi toccare la pancia o le zampe. Grattini sotto il mento, dietro le orecchie o alla base della coda, possono essere molto graditi…

Utilità delle vibrisse (in gergo: baffi)

baffi_gattoLe vibrisse nel gatto, sono veramente utili e, a seconda di dove sono collocate, assumono utilità diverse.

Molto mobili e sensibili, iniziano a crescere quando i mici sono ancora nel grembo materno.

Solitamente, notiamo di più quelle facciali, sotto gli occhi, sulle guance, sul muso, su mento e sul labbro superiore (in gergo “baffi”), che sono più lunghe e abbondanti. Possono essere piegate in avanti in segno di benvenuto e saluto, o indietro quando il gatto sta combattendo o mangiando. Completano la percezione visiva del gatto, specialmente quella notturna, e lo avvisano dei pericoli mentre il gatto esplora. Da punta a punta, le vibrisse del muso indicano le fessure attraverso cui un gatto può passare. Tuttavia, ve ne sono anche altre: quelle carpali, dietro i polsi delle zampe anteriori, che aiutano il gatto ad arrampicarsi o a scendere dagli alberi e ad avere una sensibilità maggiore nel sentire le prede. Un altro gruppo si trova sul retro di ogni zampa anteriore; sul resto del corpo, in mezzo agli altri peli della pelliccia, ci sono degli elementi più grandi chiamati, tilotrichi, che hanno la stessa funzione delle vibrisse.

La pelle, inoltre, è ricoperta da milioni di recettori del tatto che sono molto sensibili alla pressione, alle correnti d’aria e alla temperatura.

I gatti amano o sono opportunisti?

Il primo contatto d’amore che il micino prova, avviene dopo la nascita, quando la madre lo pulisce con la lingua e provvede ad allattarlo. I gattini provano affetto nei confronti della madre, in risposta alle sue cure. Questo contatto positivo prosegue nella loro vita da adulti, quando l’uomo si prende cura di lui negli stessi modi utilizzati dalla madre. Non c’è alcuna prova che i gatti amino come gli uomini, ma nonostante la reputazione di esseri indifferenti, i gatti spesso ricercano i loro padroni, e si cercano l’un l’altro, e in genere rispondono teneramente alle attenzioni e alle coccole. Esprimono quest’affetto strofinando il muso e il corpo contro le gambe del padrone, leccando una mano o il viso o sdraiandosi in attesa di una carezza. Alle volte ci portano, come regalo (poco gradito!!!), delle prede uccise, o giochi che le simulano, depositandole alla nostra attenzione, vicino alla ciotola del cibo o dove siamo soliti guardare, proprio come una madre fa con i suoi gattini.gatto_struscia

Curiosità: Se non sono amati, i gatti sono tra gli animali meno socievoli! A differenza del cane, un gatto non vuole rimanere dove è stato maltrattato. Inoltre, i gatti non si considerano “ di proprietà”: sono creature che scelgono di trascorrere il loro tempo con gli uomini, per raggiungere vantaggi reciproci. L’affetto di un gatto va conquistato, si legheranno esclusivamente ad un padrone comprensivo che gli sa dare, oltre al cibo, rispetto ed affetto.